mercoledì 15 maggio 2013

Come mandare a monte la presentazione del tuo romanzo al Salone del Libro di Torino, in 140 caratteri.

Oggi vi parlo di una sfida, di uno scrittore, di una valigia con sorpresa e di un amore finito.
Non è la sceneggiatura di qualche film a basso costo, ma la storia vera del mio amico Cristiano Carriero e del suo viaggio a Torino per presentare il suo ultimo romanzo #DomaniNo e anche il penultimo,  #CiSonoNotti.
Vi dico le cose come stanno, Cristiano mi ha chiesto:
"mi dai una mano a pubblicizzare la presentazione dei due libri al Salone del Libro di Torino?"
Ci ho pensato su. Ho pensato a lui, il mio amico barese che si trasferisce nelle Marche e tra il lavoro come account, gli arbitraggi la domenica, gli allenamenti, il lavoro extra come formatore e le pause pranzo passate in palestra, trova il tempo per scrivere due romanzi.
Ho pensato a me e al mio modo di lavorare: mi piacciono le cose vere, senza tanti giri, chi mi capisce mi capisce e se una cosa deve arrivare, vedrai che arriva.
Ho pensato che è inutile pubblicizzare una cosa, se non interessa a nessuno.
Così ho deciso di proporre al mio amico Cristiano una sfida: vuoi andare a presentare i tuoi libri a Torino, ok. Ma tu, scrittore emergente amico mio, ce li hai i lettori che ti sostengono?
Perché parliamoci chiaro, oggi se non sei 'sto cavolo, è difficile sfondare con un libro, a meno che tu non sia il fenomeno dell'anno o Melissa P. Oggi siamo nel mondo dell'editoria a pagamento e degli scrittori in causa.

E allora ho detto a Cristiano che la mia strategia sarebbe stata una sfida: avrebbe potuto guidare solo 5 km per ogni tweet o condivisione ricevuta su facebook. Perché oggi la benzina degli autori...sono i lettori e non ci sono scuse. Deve arrivare a Torino e sono più di 500km, gli servono 101 tweet con hashtag #DomaniNo o #CiSonoNotti e/o condivisioni di questo suo post su facebook [ancora non è pubblicato, vi aggiorno appena lo pubblica anche lui].
È una sfida. Potrebbe rimanere incastrato a Rimini e non schiodarsi da lì.
Il suo editore lo ammazzerebbe, ma se Cristiano non ha abbastanza sostenitori, se ci pensi, per chi scrive?
Aiutatelo, se vi va di aiutare un amico o uno sconosciuto in una pazza sfida sgangherata come me, che mi conoscete, e come lui che si è appena lasciato dopo cinque anni di fidanzamento e forse ha proprio bisogno di un'avventura stramba.
Probabilmente ci sarà anche un regalo: uno dei 101 twittatori o condivisori verrà estratto a sorte e riceverà a casa la valigia di Cristiano con dentro una copia di #DomaniNo e una sorpresa da parte dell'autore...e proprio non so dirvi che cosa potrà metterci.
La accettate questa sfida?
Da venerdì alle 13, su twitter e facebook.
#DomaniNo
#CiSonoNotti

sabato 30 marzo 2013

Perché ho deciso di coprire la statua "Violata"

Le parole non sono il mio mestiere e in questo caso i concetti sono troppo ingarbugliati e intrisi di emozioni per prendere forma.
Se Luigi Socci, Andrea Nobili e Cristina Babino vorranno scrivere al posto mio, sarò felice di ospitarli nel mio blog. Per chi non li conoscesse, Luigi è il più grande esperto di "Violata" by Floriano Ippoliti [nel sito dello scultore potete ammirare i numerosi utilizzi della statu-avatar], Andrea è l'ex Assessore alla Cultura del Comune di Ancona e Cristina è la promotrice della petizione online che trovate qui e che vi invito a firmare adesso.
Ancona, ridente cittadina di 2400 anni popolata da Stamira e Staporaccia
In questo breve post non troverete critiche all'Assessorato alle Pari Opportunità, tantomeno alle capacità artistiche di Ippoliti che in questi giorni forse si sentirà piuttosto violato. Ci sono tante belle teste che si stanno già occupando di tutto ciò e a me non interessa quell'aspetto.

Il mio compito è stato quello di coprire "Violata" con un accappatoio bianco, perché mentre noi parliamo di politica e di arte ci stiamo dimenticando di tutte quelle donne che rimangono vittime non ascoltate da un familiare che crede che sia tutta colpa tua, da un poliziotto che ti ritiene effettivamente un po' troppo provocante, da una legge così rigida che non ti aiuta perché sei colpevole di non essere morta, da una struttura amministrativa che preferisce investire in gesti ipocriti e formali piuttosto che agire concretamente in un sistema che fa acqua da tutte le parti.

Il mio gesto è dedicato alle mie amiche F., E. e M. che tutti i giorni per andare al lavoro passeranno proprio in quella rotatoria. Non vorrei mai che la vista di quelle vesti così didascalicamente strappate e quel seno indifeso esposto ai passanti vi facessero rivivere il senso di impotenza e di lacerazione che siete state costrette a conoscere e che solo dopo anni e anni e anni siete riuscite a guardare in faccia.
Il mio pensiero è semplice e la mia azione è delicata.
Se fossi un vero super-eroe, amiche mie, sarei volata a coprire voi.


A chi, forse, scriverà che il mio è un gesto sensazionalista dico che non ho bisogno di queste azioni per far parlare di me.
Ci troviamo nel mio blog proprio perché voglio che le persone mi leggano, altrimenti scriverei un diario segreto.
Vi invito, inoltre, a non cliccare la pubblicità di Google che trovate all'interno del mio blog e a non inviarmi denaro attraverso PayPal per questo post. Ringrazio comunque tutti i lettori che gentilmente fino ad oggi mi hanno sostenuta anche con le loro donazioni, le ho sempre apprezzate.
Vi ricordo la petizione online per rimuovere la statua, qui.