sabato 30 marzo 2013

Perché ho deciso di coprire la statua "Violata"

Le parole non sono il mio mestiere e in questo caso i concetti sono troppo ingarbugliati e intrisi di emozioni per prendere forma.
Se Luigi Socci, Andrea Nobili e Cristina Babino vorranno scrivere al posto mio, sarò felice di ospitarli nel mio blog. Per chi non li conoscesse, Luigi è il più grande esperto di "Violata" by Floriano Ippoliti [nel sito dello scultore potete ammirare i numerosi utilizzi della statu-avatar], Andrea è l'ex Assessore alla Cultura del Comune di Ancona e Cristina è la promotrice della petizione online che trovate qui e che vi invito a firmare adesso.
Ancona, ridente cittadina di 2400 anni popolata da Stamira e Staporaccia
In questo breve post non troverete critiche all'Assessorato alle Pari Opportunità, tantomeno alle capacità artistiche di Ippoliti che in questi giorni forse si sentirà piuttosto violato. Ci sono tante belle teste che si stanno già occupando di tutto ciò e a me non interessa quell'aspetto.

Il mio compito è stato quello di coprire "Violata" con un accappatoio bianco, perché mentre noi parliamo di politica e di arte ci stiamo dimenticando di tutte quelle donne che rimangono vittime non ascoltate da un familiare che crede che sia tutta colpa tua, da un poliziotto che ti ritiene effettivamente un po' troppo provocante, da una legge così rigida che non ti aiuta perché sei colpevole di non essere morta, da una struttura amministrativa che preferisce investire in gesti ipocriti e formali piuttosto che agire concretamente in un sistema che fa acqua da tutte le parti.

Il mio gesto è dedicato alle mie amiche F., E. e M. che tutti i giorni per andare al lavoro passeranno proprio in quella rotatoria. Non vorrei mai che la vista di quelle vesti così didascalicamente strappate e quel seno indifeso esposto ai passanti vi facessero rivivere il senso di impotenza e di lacerazione che siete state costrette a conoscere e che solo dopo anni e anni e anni siete riuscite a guardare in faccia.
Il mio pensiero è semplice e la mia azione è delicata.
Se fossi un vero super-eroe, amiche mie, sarei volata a coprire voi.


A chi, forse, scriverà che il mio è un gesto sensazionalista dico che non ho bisogno di queste azioni per far parlare di me.
Ci troviamo nel mio blog proprio perché voglio che le persone mi leggano, altrimenti scriverei un diario segreto.
Vi invito, inoltre, a non cliccare la pubblicità di Google che trovate all'interno del mio blog e a non inviarmi denaro attraverso PayPal per questo post. Ringrazio comunque tutti i lettori che gentilmente fino ad oggi mi hanno sostenuta anche con le loro donazioni, le ho sempre apprezzate.
Vi ricordo la petizione online per rimuovere la statua, qui.

5 commenti:

  1. Io ancora la statua non l'ho vista, ma sinceramente non è una statua che difende noi donne dagli abusi, sia in casa sia fuori casa.
    In casa PER FORTUNA non ho mai avuto di questi problemi, ma Ancona non è la città più sicura al mondo. Abitando a Posatora, i due posti più vicini a piedi (non ho la macchina) sono la stazione e Piazza Ugo Bassi. Per chi vive ad Ancona sa che questi sono due dei luoghi da evitare, quando la luce del sole cala e anche quando c'è ancora.
    Non puoi capire cosa vuol dire essere costretti a rimanere a casa, perché "potrei rischiare" di subire qualsiasi cosa, dalla violenza ad un semplice furto. Quello che mi è sempre spaventato di più del pericolo, è l'indiifferenza di chi mi passerebbe accanto e che per paura non si avvicinerebbe ad aiutarmi.
    Allora preferisco stare a casa e aspettare il mio compagno che mi porti in giro per sentirmi più sicura.
    Ora non voglio scendere in discorsi di politica e quant'altro, visto che qua si tratta di concetti che stanno alla base della cività, ma allora devo dare ragione a mia nonnna quando dice che durante il fascismo non ti succedeva nulla anche se eri donna.
    Dobbiamo davvero tornare a quell'epoca o possiamo, come dici tu, darci da fare ora?
    Potrei stare qui a scrivere per ore, su come è cambiata tutta la nostra vita e su come la sicurezza non sembra essere più uno degli elementi essenziali della civiltà.
    Concludo dicendo che capisco il tuo gesto e sono d'accordo con il tuo pensiero.

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    1. Cristina Angelini01 aprile 2013 19:57

      Premetto che condivido pienamente il gesto e le parole di Lunamargherita.Brava ...e geniale! Vorrei re però alcune considerazioni u quanto scritto da Eleonora. Vivo da 47 anni a 200 mt dal Piano e 100 dalla Stazione e non ho mai, dico MAI, avuto problemi di sicurezza. La criminalizzazione di questi quartieri e' secondo me molto pregiudiziale e gonfiata da campagne giornalistiche. Un disagio però certamente esiste e deriva dalla paura del "diverso" che ci accomuna un po tutti. Uscire di casa e trovarsi circondati da visi, abbigliamenti, lingue, religioni (abito sopra un centro di preghiera islamico), odori, negozi (al negozio sotto casa vado a comprare manghi, peraltro deliziosi, e non pomodori), sport (al parco sotto casa non si gioca più a calcio ma a cricket), diversi da quelli con cui sei cresciuto può farti sentire straniero a casa tua, non riconosci e non ti riconosci e da qui alla paura e alla demonizzazione del "diverso" il passo può essere breve. Ma tutto questo non ha niente a che fare con la sicurezza. Se si andasse a contare, come qualcuno ha già fatto, il numero effettivo di crimini commessi in questi due quartieri si scoprirebbe che non e' diverso da altri quartieri della città. Il vero rischio e' di creare dei ghetti. Cerchiamo di non incoraggiare questa tendenza. Scusate se sono andata "fuori tema" ma mi sono sentita un po chiamata in causa dalle parole di Eleonora.

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  2. Arrivo dal link che hai lasciato su estense.com
    Tengo a dirti che condivido il tuo gesto,
    ammiro il tuo coraggio e la tua determinazione
    e ho letto con emozione le parole che hai
    rivolto alle tue amiche.
    Brava!

    Gianni

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    1. grazie gianni, non sai il piacere che mi fa.

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